Art. 61 | Riconoscere e gestire le emozioni

Quello che oggi viene chiamato intelligenza emotiva, in pratica è questo: imparare a riconoscere, capire e gestire quello che senti.

 

Le emozioni non sono il problema.

Il problema è non saperle riconoscerle, evitarle o farsi guidare senza accorgersene.

  • Se non le vedi → ti comandano
  • Se le eviti → si accumulano
  • Se le subisci → ti confondono

Imparare a starci in mezzo cambia tutto.

 

Ecco il vademecum da seguire per imparare a capirle e gestirle:

  1. Dai un nome a quello che senti

“Sto male” non basta.

È rabbia? È paura? È tristezza? È frustrazione?

Dare un nome riduce l’intensità e ti fa uscire dal caos.

 

Finché è tutto indistinto, tutto è più grande di te.

Quando le dai un nome preciso, definito, circoscritto già sai con chi hai a che fare.

 

  1. Non tutto quello che senti è “verità”

Le emozioni sono reali, ma non sempre raccontano la realtà in modo preciso.

Puoi sentirti rifiutato/a… senza esserlo davvero.

Puoi sentirti in pericolo… senza esserci un pericolo reale.

 

Ascolta quello che senti, ma non crederci ciecamente e vai a fondo per capire qual è la vera verità (non ci vuole molto, bastano alcune domande per capirlo).

 

  1. Il corpo parla prima della testa

Le emozioni partono dal corpo.

Nodo allo stomaco. Tensione nelle spalle. Respiro corto.

Se impari a riconoscere i segnali fisici e al significato della parte del corpo in cui si attiva, arrivi prima che l’emozione esploda.

 

Ogni parte del corpo rappresenta simbolicamente qualcosa:

Parte del corpoSintomiCosa rappresenta simbolicamente
Testa Mal di testa, pressione, confusione Pensieri, controllo, sovraccarico mentale
Occhi Stanchezza, tensione, difficoltà a “vedere chiaro” Visione, consapevolezza, verità
Gola Nodo in gola, voce bloccata Espressione, comunicazione, verità personale
Spalle Tensione, rigidità Responsabilità, pesi emotivi
Petto Oppressione, respiro corto Emozioni profonde, vulnerabilità
Cuore Battito accelerato, chiusura emotiva Affetto, relazioni, dolore emotivo
Stomaco Nodo allo stomaco, nausea Ansia, istinto, paura
Pancia Contrazioni, agitazione Sicurezza, emozioni trattenute
Intestino Fastidi intestinali, “pancia chiusa” Intuito, elaborazione emotiva
Schiena Dolore, rigidità Sostegno, carico della vita
Mani Irrequietezza, tensione Controllo, azione, contatto
Bacino Blocco, rigidità Stabilità, desiderio, energia vitale
Gambe Pesantezza, debolezza Direzione, avanzamento
Ginocchia Tensione, difficoltà a cedere Flessibilità, orgoglio
Piedi Sensazione di instabilità o stanchezza Stabilità, radicamento

Il corpo anticipa ciò che la mente capirà dopo.

Ascoltarlo significa riconoscere un’emozione prima che diventi reazione.

 

  1. Fermati (anche poco)

Non serve meditare un’ora.

E se la parola meditare ti indispone, l'azione è semplicemente fermare i pensieri, la reazione, l'azione.

Prendere un respiro disconnettendoti dal momento.

Bastano 10 secondi in più prima di reagire.

Tra stimolo e risposta c’è uno spazio.

È lì che puoi scegliere.

 

  1. Non reprimere, ma non scaricare a caso

Tenerti tutto dentro non funziona, ma nemmeno esplodere su chi capita.

Serve uno spazio “sicuro” dove far uscire quello che senti: scrivere, parlare, muoverti, respirare.

L’obiettivo non è liberarti dell’emozione, è farla passare, attraversarla, senza distruggere te o gli altri.

 

  1. Chiediti: “cosa mi sta dicendo?”

Ogni emozione ha una funzione.

  • La rabbia parla di confini
  • La paura di protezione
  • La tristezza di perdita

Non fermarti alla superficie, vai un passo più sotto.

Sicuramente capirai da dove parte, deriva, chi è coinvolto e qual è il vero "problema".

Ricorda: la maggior parte delle volte siamo noi che creiamo il nostro problema, e che per altrettante maggior parte non sono quello e/o non si concretizzano.

 

  1. Non tutte le emozioni vanno risolte subito

A volte devi solo attraversarle.

Cercare subito una soluzione è un modo per non sentire.

Ci sono momenti in cui l’unica cosa utile è restare, e aspettare che passi l’onda.

 

  1. Allenati quando è “facile”

Non aspettare il momento peggiore.

Più ti alleni a riconoscere piccole emozioni nella quotidianità, più sarai lucido/a quando arrivano quelle forti.

 

  1. Sii onesto/a con te

Questa è la base per qualsiasi lavoro di crescita e evoluzione.

Dire “non mi importa” quando invece ti importa… è il modo più veloce per perderti.

La chiarezza emotiva parte da lì: dire la verità, almeno a te stesso/a.

 

  1. Non devi farcela sempre da solo/a

Capire e gestire le emozioni è un processo.

Parlarne con qualcuno, confrontarti, chiedere supporto non è debolezza.

Basta un amico / un'amica, una persona di fiducia che sai che non ti giudica.

 

In breve:

  • Riconoscere le emozioni → dai un nome a quello che senti
  • Comprenderle → cosa mi sta dicendo?
  • Regolarle → fermarti, non reagire subito, non scaricare a caso
  • Consapevolezza corporea → segnali fisici
  • Gestione relazionale (accennata) → non esplodere sugli altri

 

Le emozioni non sono qualcosa da controllare, sono qualcosa da conoscere.

Quando inizi a riconoscerle, smettono di essere un nemico.

Diventano una bussola.

 

E non sempre ti portano dove vuoi, ma quasi sempre ti dicono dove sei, come stai e cosa puoi fare per stare bene.

 

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