Una cosa che si chiede: clemenza. Una cosa che si dà: clemenza.
E tu riesci a chiederla e darla a te?
La clemenza è la disponibilità all’indulgenza, al perdono.
Io credo che questo concetto non sia mai stato insegnato a darlo a sé stessi. Se non nel lato egoistico della cosa.
Esempio egoistico: mi sono comportato/a di merda verso una persona > ma si, ho fatto bene, se l’è meritato, anche lui/lei si è comportata male e ho agito di conseguenza.
NO! Hai fatto proprio male! Questa non è clemenza, è un modo per evitare di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
NOTA: Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te.
Esempio positivo: non sono riuscito/a a fare quella cosa (mi sento una merda). Ok, va bene lo stesso anche se mi dispiace. Si vede che non dovevo farla e la farò domani.
OTTIMO! Così si che non ti fustighi inutilmente, ti sei dato comprensione e amore.
Se lo guardiamo dal lato costruttivo/positivo e non giustificatorio ha tanto da darci. Anzi, abbiamo tanto da darci con la clemenza. Non lo chiamo perdono perché questo concetto è come se si facesse a fine di un processo. Mentre la clemenza è lungo il viaggio.
Abbiamo tanto da darci, da riconoscerci con la clemenza da riuscire a costruire anche la forza di fare il passo successivo.
Non è giustificatorio, è comprensione del momento e delle capacità che si hanno in quella fase della giornata che, invece, vorremmo ricevere solo una montagna di mattoni in testa perché ci sentiamo degli incapaci come persone.
In quel momento però, non ever and forever.
Dunque essere comprensivi verso sé stessi quando non si riesce, non si è fatto qualcosa, si sta male per qualche situazione, è l’unica cosa giusta da fare:
- Clemenza, la gentilezza che ti concedi nei confronti di te stesso/a quando sbagli, quando fai fatica, quando non raggiungi ciò che vorresti. Non è giustificazione, è riconoscimento del momento
- Compassione, la capacità di sentire ciò che provi senza giudizio, accogliere la tua sofferenza o il tuo disagio con calore e apertura. È l’energia che ti permette di non odiarti per quello che senti o pensi
- Protezione, il gesto di prenderti cura di te stesso/a, mettere confini, difenderti da ciò che ti danneggia. Non è chiusura, è sicurezza, è prendersi sul serio a cuore sé stessi
Ma non da confondere che è un motivo di procrastinazione: ah allora se posso capirmi, non lo faccio perché non ho voglia/è difficile/lo farà qualcun altro/a.
Eh no. Il senso di responsabilità è ciò che ci deve guidare sempre, e la clemenza verso sé stessi è quel gesto che ti fai quando non ci sei riuscito o non hai avuto voglia di farlo.
Sono linee talmente sottili. E proprio per questo vanno tenute insieme.