Finalmente scrivo questo articolo.
Gliela meno a tutti con il concetto e pratica delle 5 fasi del lutto.
Oggi la meno anche a te!
Le evoluzioni, i cambiamenti, le svolte nella vita raramente nascono quando va tutto bene.
Arrivano quando qualcosa dentro di te non regge più.
E da lì scatta qualcosa: non vuoi più stare così.
Te lo dico chiaro: affrontare un’evoluzione vuol dire STARE MALE.
Sono cose, pensieri, emozioni che stagnano dentro di noi da tanto tempo, che le conosciamo meglio di noi stessi e sono diventate abitudine.
E per come tutte le cose a cui siamo abituati, per potersene distaccare, lasciarle andare, c'è da affrontare un (altro) dolore.
Cioè, siamo in dolore e per liberarci del dolore dobbiamo avere ancora dolore = insane! Ma è così che si fa per evolvere.
Lasciare andare è un lutto.
Anche se sappiamo che ci faceva stare male (persona, situazione, pensiero, abitudine, ...)
Per tornare a stare bene c'è un percorso.
Perché passare dal male alla trasmutazione (trasformazione da ombra in luce) una tecnica che si può usare sono Le 5 fasi del lutto.
Riconoscendole e sapendo che sono i passi da affrontare, capirai come funzioni e funziona, in che momento sei senza distruggerti l’anima e sapendo che il processo è in evoluzione.
Tutto senza giudizio, senza correre, senza scappare.
0. Conoscere e nominare chiaramente cosa vuoi lasciare andare/evolvere: è un passo fondamentale + devi essere brutalmente onesto/a.
Le 5 fasi del lutto:
1. Negazione
All’inizio non vuoi credere a quello che sta succedendo. Ti dici: “Non può essere così”.
È una protezione.
E invece è così e lascia che sia così, accoglila. Senza giudizio.
La negazione serve: ti prepara a vedere le cose per quello che sono, piano piano.
2. Rabbia
Arriva la frustrazione, il senso di ingiustizia, la voglia di scaraventare tutto fuori.
Non combatterla. Devi riconoscerla.
Sentila, guardala, non combatterla. È energia che si muove dopo la negazione.
3. Contrattazione
Cerchi scappatoie, soluzioni rapide, compromessi.
“E se facessi così?”
“E se tornasse come prima?”
È naturale voler “aggiustare”.
Osservala senza giudizio: è il momento in cui inizi a capire cosa puoi controllare e cosa no. E se ne vale la pena.
4. Depressione
Ti senti stanco/a, vuoto/a, confuso/a.
È il punto più basso, ma anche il più sincero: qui smetti di scappare.
In questa fase il corpo e l’anima si sono arresi alla situazione e ti chiedono solo una cosa: sentire, senza scappare.
Senza inventare soluzioni, altre fisime, altre idee.
Accogli tutto ciò che senti e che riesci a capire.
5. Accettazione
L'onda del malessere è passata, ora qualche raggio di sole esce dalle nuvole e ti illumina il viso.
Il che non significa essere felici subito.
Significa che qualcosa è cambiato: riconoscere il cambiamento come parte di te, come qualcosa che può guidarti verso un nuovo passo.
Quando riconosci quello che è successo e smetti di lottarci contro.
Che hai imparato qualcosa da tutto questo e che lo porti con te per la prossima storia, evoluzione.
NOTA: potresti riconoscerti in queste fasi, anche in ordine diverso. Non accelerare.
Riconosci in quale sei e non fare altro che starci dentro.
Quando attraversi tutte le fasi senza scappare, senti che il dolore cambia forma.
Ogni emozione diventa energia: rabbia, tristezza, paura si trasformano in chiarezza, forza e trasformazione.
La trasmutazione non è teorica: è sentire dentro che stai diventando più grande di ciò che ti ha ferito.
Quando smetti di scappare da quello che senti, il dolore cambia forma.
Non sparisce subito, ma si trasforma.
Che sei riuscito/a a fare un passo in avanti. A volerti un po' più bene.
Ogni emozione, anche quella che sembra brutta, è parte del tuo percorso.
La differenza non la fa quello che accade fuori, la fa come ci stai dentro.
E sì, ci saranno momenti in cui non vorrai affrontarlo.
Momenti in cui penserai “no, non adesso”.
Ma se è lì, prima o poi ti chiederà attenzione.
E quando lo attraversi davvero, senza scappare, non esci “come prima”.
Per me le 5 fasi del lutto sono una base solida da avere quando sai e ti accorgi che hai un momento no e che non vorresti affrontare, ma è li e te tocca (mannaggia, ma poi sarà bellissimo).